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inserito il giorno 2 gennaio 2011

cambio di indirizzo web

Dal 1 gennaio 2011 il blog del circolo PD Marconi è su
pdmarconi.wordpress.com

Le pubblicazioni sulla piattaforma ilcannocchiale sono interrotte.

I vecchi articoli saranno piano piano trasferiti sul nuovo sito
pdmarconi.wordpress.com




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permalink | inviato da pdmarconi il 2/1/2011 alle 10:35 | Versione per la stampa

inserito il giorno 23 ottobre 2010

Riflessioni della gente comune


Ieri 22 ottobre abbiamo ricevuto questa email da un nostro iscritto.
In questi anni Francesco ci ha sempre seguito con attenzione, spesso indirizzandoci documenti profondi sul senso della politica.

E' per questo che ritengo importante diffondere questa sua email e chiedere ai nostri parlamentari di riferimento, a Federica Mogherini, a Marco Causi, ad Alberto Losacco di rispondere a Francesco, per nostro tramite.

E' un fattore di trasparenza.
Come fattore di trasparenza dovrà essere l'attuazione concreta di quanto fissato dal nostro statuto a proposito di limite massimo di mandati elettorali.


*** la lettera di Francesco "Riflessioni della gente comune"

Gentili Onorevoli,

il mio livello di rabbia ha superato il livello di guardia. E' debordante nei
confronti della maggioranza ma ora mette radici anche verso i banchi
dell'opposizione e del nostro partito.

Questo mio sfogo potrebbe essere il frutto di un Paese lontano; invece è nel
mio Paese, che sta assumendo sempre di più la connotazione di un Paese
"castocratico".

Ho l'impressione che siamo in pieno feudalesimo, il feudalesimo del terzo
millennio. Allo stesso tempo, i poteri sono decentrati e accentrati nelle mani
di un'oligarchia che esercita il suo potere con un'articolazione multilivello.

Le istituzioni sono ben infiocchettate con una bella etichetta ma sembrano i
doni della slitta di Babbo Natale che vola altrove e non si ferma mai nel
nostro camino. I decisori politici sono scelti e non eletti. Dicono, lottano,
dicono di lottare, cincischiano, abusano, fanno e disfano a piacimento mentre i
cittadini vivono nell'orbita di un Paese/pianeta a distanza siderale.

I cittadini non esistono perchè non hanno diritto di cittadinanza. O vengono
ignorati (i pochi informati) o ignorano (il mondo che li circonda).

Il resto succede in un bla bla assordante. Nulla trapela. Nessuna indiscrezione
in un sistema di informazione conformista, ovattato e complice.

La crisi morde i polpacci (e non solo). Ma una schiera di signorotti, sultani,
valvassini e valvassori impongono onerosi balzelli e gabelle. Qualcuno chiede
un gesto di equità e giustizia (a parole). Le parole corrono di bocca in bocca.
Da un partito all'altro.

A qualcuno, con un appannaggio da sopravvivenza (quasi tutti!) si bloccano i
contratti,  ad altri con appannaggi da signorotti medievali si taglia il 10%
dello stipendio base (risibile!!!).

Qualcuno è condannato al soggiorno obbligato per un anno in più sul posto di
lavoro, prima di andare in pensione. Qualcun altro beneficia di un vitalizio
dopo avere lavorato per 5 anni di legislatura, salvo il caso di interruzione
precoce della stessa.

Me lo chiedo da tanto tempo e lo chiedo soprattutto al PD (che dice e non fa):

quando finiranno questi privilegi? Ovviamente è una domanda retorica. (il mai è
implicito nella risposta)

Quando i principi di coerenza, tra parole e fatti?

Si è in balia di una casta senza distinzione di colore? Eppure sembra proprio
di sì! Opposizione e maggioranza. Scontro in pubblico e inciucio in privato.
Incarico pubblico e interesse privato. Mazzate ai disgraziati e benefici ai
forti.

Il popolo è ormai condannato al ruolo di incudine. La casta ha assunto il ruolo
di martello (e lo esercita molto bene con cura maniacale!).

Poi ci si chiede:

1) dove stà il maggiore partito di opposiziione, quel partito della speranza di
cambiamento?
2) chi fa l'opposizione?
3) che cosa fa l'opposizione?
4) come il PD sta facendo opposizione?
5) Bene pubblico o interesse privato?
6) Quanto contano i principi della missione del partito?


Queste amare considerazioni sono il risultato delle notizie di cui sono venuto
a conoscenza attraverso la conoscenza di atti parlamentari, e precisamente:


Il giorno 21 settembre 2010, il Deputato Antonio Borghesi (Italia dei Valori)
ha proposto l'abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5
anni di legislatura, motivandolo (amio avviso giustamente) come trattamento
iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori obbligati a versare 40 anni
(ora 41 anni) di contributi per avere diritto ad una pensione. Indovinate un
po' come è andata a finire.

Come è andata a finire? Dai risultati del voto si evince che anche i deputati
del PD, con il loro voto contrario, si sono stracciati le vesti, difendendo i
propri interessi!!

Risparmio altri commenti.

I numeri si commentano da soli!!!!

>               Presenti 525

>               Votanti 520

>               Astenuti 5

>               Maggioranza 261

>               Hanno votato sì 22

>               Hanno votato no 498

>

Si vuole ancora continuare con le solite domande:

1) perchè nonostante la crisi della maggioranza, l'opposizione rimane al palo
nei sondaggi, anzi arretra?

2) quale opposizione si sta facendo?

3) su quali questioni si fa opposizione?

4) inseguiamo le alleanze o inseguiamo anche le nostre idee?

5) 6) quando il PD intenderà davvero rimboccarsi le maniche?

6) quanti proclami e slogan dovrò ancora sentire prima che il PD tiri fuori la
sveglia?

7) quante sconfitte elettorali si dovranno subire ancora?

8) quando la nostra dirigenza nazionale comincerà ad essere meno aquila e più
formica?

9) quando finirà l'era della tattica e comincerà quella dell'azione?

10) Quando il PD comincerà a fare il PD?


Spero di non tramandare queste domande ai miei posteri, magari discutendone
nell'ambito dei Circoli (laboratori di formiche operaie) dove vi sono figure
mitologiche che incarnano - nello stesso corpo - il ruolo di aquila e quello di
formica operaia.

Auguro alle nostre "Guide Nazionali" del nostro partito: meno caminetti delle
strategie è più laboratori di formiche. Meno slogan e più contenuti. meno
parole e più coerenza di comportamento.

Vi prego sommessamente di risparmiarmi, in futuro, di fare ricorso alle mie
dimissioni da italiano. Anche se state facendo di tutto, insisterò con tenacia,
non dirò mai, nemmeno sotto tortura: mi dimetto da italiano!

Cordiali saluti,

francesco
(lettera firmata integralmente)

inserito il giorno 14 ottobre 2010

14 ottobre 2007

14 ottobre 2007 Primarie del PD.
Auguri a tutti gli elettori, ai militanti, agli iscritti.
Un augurio speciale agli indomabili di Marconi.


Carla Boto




inserito il giorno 7 ottobre 2010

I magna-magna

Omniroma-ALEMANNO-BOSSI, MICCOLI (PD): "BANCHETTO SU PELLE ROMANI"
(OMNIROMA) Roma, 06 ott - "Dopo l'indegna esibizione che ha visto oggi protagonisti Alemanno e Bossi a Roma, il nostro pensiero va ai romani, sui quali questo scellerato pasto tra Alemanno e la Lega Nord che insulta Roma, produrrà una drammatica ricaduta per la loro vita e il loro reddito". Lo dichiara in una nota il coordinatore del Pd di Roma Marco Miccoli (Pd) che prosegue: "Pensiamo ai precari della ricerca pubblica, dell'università che in queste ore manifestano negli atenei di Roma, ai precari della sanità, ai pendolari che, grazie a Bossi, da maggio pagheranno il pedaggio sulla Roma-Fiumicino. Pensiamo - continua - a quelle migliaia di romani a cui scadranno gli ammortizzatori sociali e la Cassa integrazione in deroga, a quei romani, sempre più numerosi, col problema della casa e che non ce la fanno a pagare l'affitto, a tutte quelle mamme che non potranno portare i figli all'asilo perchè gli asili sono sempre di meno, pensiamo agli studenti romani che vanno a scuola portandosi la carta igienica, a quei genitori che fanno la colletta per comprare i banchi e le sedie. Tutto questo - conclude Miccoli - fa capire qual è il banchetto che oggi si è consumato a piazza Montecitorio; un banchetto sulla pelle dei romani che non meritano questo sindaco che oggi li ha rappresentati e svenduti in modo vergognoso".



MASINI (PD), PRANZO ALEMANNO-BOSSI IMBARAZZANTE SCENEGGIATA CONTRO ROMA Roma, 6 ott. (Adnkronos) - «Credo che nemmeno il peggior sindaco del peggior pentapartito nel peggior periodo di Roma abbia umiliato così i cittadini che dovrebbe rappresentare. Debole nel difenderci dagli epiteti della Lega, tappetino di Berlusconi e del Carroccio sul balzello del Gra, sul quale aspettiamo ancora lo sfondamento dei caselli e su Roma Capitale, riforma epocale per il paese che rischia di perdersi nelle mani di Bossi. Stamattina la città ha assistito ad uno spettacolo desolante, anacronistico e surreale». A dichiararlo in una nota Paolo Masini, consigliere comunale romano del Pd. «La città venduta in cambio di un futuro posto da vice premier con la claque del popolo di Roma che un giorno incarta la città di manifesti contro Bossi, tra l'altro utilizzando illegittimamente il logo istituzionale del Comune di Roma ed il giorno dopo scende in piazza plaudendo a coloro che tutti i giorni da decenni attaccano Roma e i romani - prosegue Masini - Col lavoro faticoso di questi anni del centro sinistra Roma era diventata simbolo di efficienza e sviluppo nel mondo guadagnandosi rispetto internazionale e prendendo il posto della Rometta dall'immagine sonnacchiosa, ladrona e corrotta. Sono bastati pochi mesi di Aledanno per riportare la Capitale a cittadina di provincia, mal governata e in mano ai ricatti della Lega». «Il nervosismo visto oggi in piazza durante la nostra manifestazione pacifica da parte di rappresentanti del Pdl, della Lega e del ministro della difesa La Russa testimonia il logoramento di una destra ormai allo sbando e di una maggioranza pronta a fare le valigie - conclude Masini - Le dichiarazione dei colleghi precettati e asserviti alla Lega per questa sceneggiata non meritano risposta». (Rre/Opr/Adnkronos) 06-OTT-10 18:46 NNN FINE DISPACCIO?


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permalink | inviato da pdmarconi il 7/10/2010 alle 19:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

inserito il giorno 1 giugno 2010

Limpegno del PD per la scuola pubblica

L'impegno del PD per la difesa della scuola pubblica


alla cortese attenzione di
Christophe Journet, Sonia Bozzi, Eugenio Cavallari, Rossella Faraglia, Michele De Santis, Costanza Rodotà, Valeria Laganà e degli altri cittadini che hanno ripreso l'appello

----

Carissime, Carissimi

alcuni giorni fa rispondemmo ad una vostra sollecitazione sul tema della scuola pubblica (trovate più avanti la nostra risposta di allora).

Ieri, 31 maggio, si è svolta una giornata di mobilitazione nazionale del PD che ha coinvolto i nostri deputati impegnati - direttamente nelle scuole - all'ascolto di genitori, insegnanti, studenti.

Anche a Roma si sono svolte alcune iniziative di cui voglio rendervi partecipi, iniziando da quella che si è svolta nel municipio XV, iniziativa istituzionale indetta dal Municipio stesso, presso la scuola "C. Graziosi”, nel quartiere Magliana.

Di questa iniziativa. alla quale ho partecipato in prima persona, vi riporto alcune mie brevi note ed impressioni; troverete poi news su alcune dichiarazioni/iniziative che Paolo Masini, consigliere comunale PD e Marco Miccoli, coordinatore del PD Roma hanno portato avanti durante la giornata di mobilitazione.

Fraterni saluti
Carla Boto, coordinatore PD Marconi



***


Noi lavoriamo così: le mie impressioni sull'assemblea pubblica al plesso “C. Graziosi” della scuola primaria di via Greve 105 (Carla Boto)
31 maggio 2010

L’Ufficio Regionale del Lazio ha tagliato molte classi a tempo pieno nella regione, nella città di Roma nel XV Municipio, nel quartiere Magliana e Marconi.

Alla presenza delle forze politiche della maggioranza del municipio, insieme a Marzia Ventimiglia, presidente del Comitato Genitori Democratici, abbiamo stanato il progetto politico del governo che mira ad affossare la scuola pubblica e la qualità della sua offerta formativa.

Alla presenza del Presidente di Municipio e del nuovo assessore alla scuola Claudio Camilli, affinché si affianchino alla nostra battaglia e ci facciano da cassa di risonanza, abbiamo:
  • progettato la messa in rete tra scuole del quadrante, trasversale tra cicli scolastici,
  • chiesto la costituzione di consulte permanenti, riconosciute,  in grado di dialogare tra loro ed interloquire con le Amministrazioni locali (Municipi, Comune, Provincia) e di organizzare momenti di lotta, visibilità, progettualità, ora per difenderci, domani per costruire la nostra idea di scuola e di formazione.

Ho portato la mia esperienza, come presidente del consiglio di circolo allora, al tempo delle elementari, come genitore di un figlio che frequenta la scuola media inferiore, ora.

Ascoltare i genitori e lavorare con loro, anche in collaborazione con le rappresentanze politiche del territorio, per una proposta lungimirante darà futuro all’embrione di movimento che stiamo generando e soprattutto ai nostri figli.


***

Povera scuola, Povera patria (Paolo Masini)

SCUOLA, MASINI: «PD SI MOBILITA PER PRESENTARE QUADRO REALE ROMA»
OMR0000 4 POL,CRO TXT Omniroma-SCUOLA, MASINI: «PD SI MOBILITA PER PRESENTARE QUADRO REALE ROMA» (OMNIROMA) Roma, 31 mag - Si è svolta questa mattina anche a Roma la mobilitazione nazionale dei parlamentari PD in difesa della scuola pubblica. Massimo D'Alema, Giovanna Meandri, Maria Coscia, Jean Leonard Touadi, Ignazio Marino e Giovanni Bachelet che si sono recati questa mattina in diverse scuole della città, accompagnati dagli amministratori locali per raccogliere testimonianze da parte di dirigenti, insegnanti e genitori sulla grave situazione in cui versano le scuole pubbliche romane in vista del prossimo anno scolastico.

«Quella della visita dei parlamentari democratici è solo una delle molte iniziative che stiamo mettendo in campo a Roma in difesa della scuola pubblica - dichiara in una nota Paolo Masini responsabile scuola in Campidoglio, che insieme al senatore Ignazio Marino era presente nella Scuola Regina Margherita a Trastevere - Già dalla scorsa settimana stiamo organizzando, nei Municipi governati dal centro sinistra, Consigli municipali straordinari: le scuole e le famiglie sono invitate ad esporre la situazione, in particolare i tagli al tempo pieno, dei loro quartieri.

Anche a livello Comunale abbiamo chiesto come Pd un Consiglio straordinario. Grazie ai dati e le informazioni che stiamo raccogliendo, anche attraverso i numerosi incontri pubblici che stiamo svolgendo - prosegue Masini - avremo, a breve, un quadro reale della situazione e produrremo un 'libro biancò da inviare al Ministro Gelmini, all'Assessore alla scuola Marsilio e al Direttore dell'Ufficio Regionale Scolastico Novelli e le informazioni raccolte verranno rese pubbliche in modo che tutti i cittadini possano averne accesso e man mano aggiornale in vista dell'apertura del prossimo anno scolastico, così da invertire la rotta sulle scelte che stanno gravando sulle famiglie. Il Pd si pone come forza di protesta accanto ai genitori, agli insegnanti, agli studenti, ma sta elaborando una serie di proposte che vanno nel senso di riforma complessiva della scuola, che è sempre più il perno di una complessa società». red 311526 mag 10

***

Omniroma-SCUOLA,  "RESISTENZA PER DIFENDERE ISTITUTI PUBBLICI" (Marco Miccoli)

(OMNIROMA) Roma, 31 mag - "Un'iniziativa importante, come
occasione di ascolto e possibilità di comprendere le reali
conseguenze nelle scuole dell'accanimento di questo Governo e
del suo ministro Gelmini, attraverso tagli, mancate promesse e
riforme che non sono per la scuola ma contro la scuola". A
parlare, in una nota, il coordinatore del Pd di Roma e
presidente della Commissione provinciale Scuola Marco Miccoli
che questa mattina ha accompagnato Massimo D'Alema, in visita
alla scuola elementare Chizzolini e alla media intitolata a
Giovanni e Francesca Falcone, nell'ambito dell'iniziativa che ha
visto circa cento parlamentari del Partito Democratico recarsi
in alcune scuole italiane. "La visita - aggiunge Miccoli - è
stata inoltre occasione per manifestare un riconoscimento a
tutti quei dirigenti, insegnanti, personale ATA e comitati dei
genitori, che con il lavoro straordinario, per lo più
volontario, fuori dagli orari e spesso autofinanziandosi, fanno
sì che scuole come quelle visitate oggi in zone difficili della
periferia romana riescano a sopravvivere. Ha fatto bene Bersani
a definirli eroici - sottolinea Miccoli - poiché siamo di fronte
al tentativo estremo di mantenere in vita e restituire alla
scuola pubblica quella dignità che il Governo, in questo
momento, le sta negando. Come Pd di Roma - annuncia Miccoli -
faremo di tutto per stimolare e supportare queste vere e proprie
iniziative di "resistenza" e metteremo in campo iniziative per
impedire che la scuola pubblica, che forma il futuro del nostro
paese, sia messa in ginocchio dall'irresponsabile comportamento
del Governo Berlusconi". "Presenti alla visita insieme a
D'Alema e a Miccoli - conclude la nota - erano presenti anche il
consigliere comunale del Pd Dario Nanni e consiglieri del Pd
dell' VIII municipio".
red

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Circolo PD Marconi <pdmarconi@gmail.com>
Date: 21 maggio 2010 16.03
Oggetto: Re: richiesta di impegno da parte dei circoli PD per la difesa della scuola pubblica
A:


alla cortese attenzione di
Christophe Journet, Sonia Bozzi, Eugenio Cavallari, Rossella Faraglia, Michele De Santis, Costanza Rodotà, Valeria Laganà e degli altri cittadini che hanno ripreso l'appello

Carissime, carissimi
rispondiamo alla email che molti di voi ci hanno inviato convinti del ruolo che i circoli territoriali hanno come primo riferimento nelle esigenze dei cittadini.


Il tema della scuola pubblica è talmente sentito dal nostro Partito ed il nostro circolo in più occasioni davanti alle scuole del nostro quartiere Marconi, con particolare attenzione alle scuole medie ed elementari, ha condotto campagne di informazione e raccolta firme.


Lo scorso 24 marzo, nel nostro circolo, abbiamo organizzato un incontro dal titolo

"Scuola, strutture, servizi e qualità formativa" con Paolo Masini (consigliere comunale PD e vice presidente della commissione scuola del Comune), Cristiana Alicata (particolarmente attiva sulla vicenda asili nido), Fabio Bomarsi (consigliere del municipio XVI) e Marzia Ventimiglia, (coordinamento Genitori Democratici dei municipio XV e XVI).

In questi giorni abbiamo espresso solidarietà all preside del Liceo Keplero nella sua denuncia contro la riforma Gelmini ed in nostri (circolo Marconi) consiglieri in municipio XV (Mimma Miani e Serena Colonna) stanno organizzando, con il Preside della scuola Pirandello a Magliana, una risposta a questi attacchi alla scuola pubblica.


Questo è il nostro circolo: da sempre siamo disponibili ad organizzare con genitori ed insegnanti le iniziative che insieme vorremo adottare.


Fraterni saluti

Carla Boto
coordinatore del circolo




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permalink | inviato da pdmarconi il 1/6/2010 alle 21:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

inserito il giorno 26 aprile 2010

sul 25 aprile e sul proseguimento delle iniziative a Roma

Si sono svolte oggi le manifestazioni di celebrazione del 25 aprile, Festa della Liberazione.

La mattina è iniziata con l'appuntamento di Ponte di Ferro ed è poi proseguita a Porta San Paolo.

In una positiva giornata che ha visto nelle piazze l'unione generazionale per l'affermazione dei valori repubblicani e della costituzione nata dalla resistenza, un gruppuscolo di pseudo antifascisti pensando di "contestare" la Polverini ha colpito, nella indegna e provocatoria gazzarra, Nicola Zingaretti e Massimo Rendina. Condanniamo duramente questi gesti di puro squadrismo che si sono spinti sino a contestare la presenza della Brigata Ebraica che tanto ha dato, in termini di vite umane e contributo, alla Resistenza italiana.

Il Presidente della Provincia, Nicola Zingaretti ha dichiarato:

«Ho difeso il diritto a prendere la parola del presidente della regione Lazio Renata Polverini, nessuno proprio in nome dei valori del 25 Aprile si deve permettere anche solo di teorizzare che qualcuno con un'idea diversa dalla propria non abbia il diritto di parola nelle piazze del nostro Paese». È quanto ha dichiarato in una nota dopo la contestazione di Porta San Paolo il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti sottolineando che «la differenza tra il fascismo e la democrazia è proprio questa». «Era una bella piazza - ha aggiunto - rovinata da un gruppo di mascalzoni che nulla hanno a che fare né con la libertà né con la democrazia».

In questi due video trovate le riprese della mattina a Ponte di Ferro
http://www.youtube.com/watch?v=uyjv7UGryhQ

e quelle brevi di Porta San Paolo
http://www.youtube.com/watch?v=6tHcUdR6p3E


Prosegue intanto il dibattito politico su Roma.

Prannunciamo alcune iniziative:
  • Martedi 27 prosegue la Direzione Romana
  • Lunedi 3 maggio alle 17, presso il ristorante "La carovana", il PD del Municipio XV ha organizzato un incontro per denunciare l'assenza del bilancio del Comune di Roma
  • Sabato 8 maggio alle ore 17, presso il nostro circolo terremo una assemblea pubblica con Marco Miccoli, coordinatore PD Roma

Qui di seguito il testo di invito inviatoci da Maurizio Veloccia, coordinatore PD Municipio XV
Carissimi,
il giorno 3 maggio alle ore 17 presso una sala del ristorante “La Carovana”, il Partito
Democratico del Municipio XV ha organizzato un incontro per denunciare la gravità della
situazione amministrativa di Roma, a seguito dei ritardi della giunta Alemanno nell’approvazione
del Bilancio 2010 del Comune di Roma.
In tale contesto, ho ritenuto utile invitare a tale iniziativa tutte le forze del centrosinistra municipale,
poiché ritengo che la sfida di denunciare i mali della nostra città provocati dall’attuale giunta
capitolina, riguardi tutte le forze di opposizione, che soltanto tramite un’azione congiunta ed
unitaria possono riuscire a limitare i danni e, cosa più importante, costruire nel tempo una credibile
e vincente alternativa di governo.
Certo del vostro intervento, rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un caro saluto.






permalink | inviato da pdmarconi il 26/4/2010 alle 20:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

inserito il giorno 8 aprile 2010

Contributi sul dopo elezioni regionali

pubblichiamo di seguito alcuni contributi che stanno giungendo alla email del circolo


contributo di Stefano S.

Carissimi amici e compagni, in questa fase sottolineo non solo difficolta', ma
anche speranze, non e' bello sapere che tra i 15 consiglieri regionali PD, non
ci siano donne, non e' bello un certo comportamento dei nostri dirigenti che ha
volte faccio fatica a comprendere, ma speranze riesco a vederne quando noto la
fermezza nel difendere Parlamento e Costituzione; ora pero' e' il momento si di
aprire i circoli, ma sopratutto andare tra la gente nele piazza e in strada a
parlare con la gente avere rapporti diretti per convincere, anche avendo
rimproveri; credo che sia positivo lo scambio di opinioni e cercare di parlare
di problemi. Tutto cio' lo ritengo essenziale percio' cominciamo e continuamo
cosi', Da Carla a tutti noi, credo questo deve essere l' impegno prioritario.
Abbracci, Stefano.

 
contributo di Francesco V.
Elezioni: spunti e temi

Carissimi
,
 

i risultati elettorali e i primi commenti di alcuni amici mi danno lo spunto per entrare in questo percorso di confronto su riflessioni comuni.

Ho letto con attenzione i primi commenti sui risultati elettorali e la relazione introduttiva alla direzione romana del partito, che personalmente mi sento di sottoscrivere completamente. Da tale relazione emerge una considerazione amara ed abnorme che l’avvolge e la sintetizza. In particolare mi riferisco al passaggio che mette in risalto l’incapacità del partito di interpretare una prospettiva, una via d’uscita all’astensionismo e all’antipolitica.

Mi auguro che dalla stessa direzione, convocata prossimamente, riescano ad emergere importanti e adeguati spunti e contenuti a tutti quei numerosi …punti di sospensione… che la pervadono, quanto meno specificando un maggior numero di punti di interrogazione (perché?) e ipotizzando ipotesi di soluzione (che cosa; come).  

Se si mettono a fuoco gli aspetti quantitativi elettorali (dati), con molta onestà, in un quadro sociale allo sfascio e con un allarmante astensionismo elettorale, di queste dimensioni, mi preoccupano solo in parte i numeri del partito.

Mi allarmano, invece, tantissimo, gli elementi qualitativi dei risultati elettorali che evidenziano un partito che, purtroppo in modo incompleto e anche parziale in regioni tradizionalmente schierate (vedi dati dell’Emilia Romagna), riesce a parlare parzialmente al “voto storico e schierato” mentre non sfonda sulla prospettiva di un partito con un progetto.

Il partito riesce a parlare (parzialmente) agli iscritti e non riesce a dialogare e ad interpretare la società. Questo forse mi sembra l’elemento più allarmante in una società dove i disvalori, accelerati dai cattivi esempi dell’esercizio del potere nell’era del berlusconismo, in gran parte si sono consolidati come valori (apparire uguale esistere; bellezza uguale carriera; vassallaggio uguale merito; onestà uguale stupidità; libertà uguale deregulation; ecc. ecc.). Ma non intendo divagare sul contesto macro. Anzi, desidero partire dal circolo, microcosmo e cellula della democrazia e del confronto delle idee. Il circolo come antenna e registratore delle istanze del territorio.

 

Risultati elettorali. Nel partito, l’analisi dei dati elettorali del partito è stata sempre cavalcata dalle maggioranze (esito Veltroni docet) e dalle minoranze interne, spesso al solo fine di parte e non di partito. Molto spesso le diagnosi sono state eccellenti… probabilmente hanno avuto il difetto di orientare cure non appropriate o addirittura soluzioni placebo. Ma la colpa non è sempre del capo dell’equipe medica, come spesso si vuole far credere. Se il partito ha la febbre non è colpa del termometro (risultati elettorali). Mi auguro che sia finita per sempre la stagione della “segretariofagia” del partito. E lo ribadisce un iscritto che ha votato per l’attuale minoranza ma che non è affetto da strabismo partigiano di un partito binario o ternario. Non riesco a vedere diversamente da un solo partito unito e unitario.

Credo che sia ozioso incamminarmi in una discussione sui risultati elettorali. Però sento di farlo anche se brevemente. Penso che non sia stata una disfatta anche se non è certo una vittoria. In termini quantitativi possiamo dire che si tratta di una “sconfittoria”, come dimostrano i dati assoluti dei voti dei due schieramenti, in cui prevale una perdita netta della democrazia (sottoforma di astensionismo).

I dati sembrano indicare alcuni elementi, di cui tra i principali si sottolineano:

  1. un partito alla ricerca di un progetto di Paese e di futuro, con una democrazia poco percepita e, laddove percepita, vista come elefantiaca e conflittuale, se non addirittura stabilizzata in sultanati e califfati territoriali con forti venature autoreferenziali (es. Calabria, Campania; Puglia); questo elemento è la sintesi e il cuore del futuro del partito
  2. l’esigenza di un forte slancio della missione dei circoli, quali antenne e registratori dei problemi del territorio, cui ancora il partito sembra non voler credere fortemente, come dimostra la scarsa capacità del partito di fare emergere e valorizzare i dirigenti del territorio (es. leggasi caso Bonino/regione Lazio); i circoli sono i “cuori” pulsanti del territorio, del partito e della sua democrazia interna 
  3. un astensionismo forte e non intercettato che segnala una politica e una democrazia perdente, nonché una profonda scalfittura elettorale delle aree storicamente indicate come  “zoccolo duro”;
  4. la risposta elettorale delle aree metropolitane, che segnala una crisi che morde fortemente le aree urbane  rispetto alla c.d. “provincia”; a parità di condizioni (es. cassa integrazione; disoccupazione; crisi e mortalità delle imprese; costo delle abitazioni; servizi sociali e asili nido) la crisi è socialmente ed economicamente più “costosa” nelle aree metropolitane  mentre viene parzialmente “ammortizzata” dalla struttura sociale ed economica nelle aree rurali e di provincia (es. abitazione di proprietà, costi degli affitti; gestione dell’infanzia con il supporto dei “nonni”; piccoli orti familiari)
 

Democrazia interna. Personalmente insisto nel sostenere il principio che la democrazia è (effettivamente e non virtualmente) un processo dal basso, un percorso di aggregazione successiva e di confronto tra le idee. Finchè non si inventa un nuovo schema di forma partito i circoli rappresentano i “cuori” pulsanti di storia, passioni, emozioni, legami con la gente.

Indubbiamente, nel partito, esiste un problema di democrazia e di percorso democratico interno. Molti organismi assembleari mi sembrano  estremamente ampi e pletorici, motivati da esigenze di parte piuttosto che da quelle del partito. In questo quadro, ad oggi, i circoli nel partito contano pochissimo nonostante gli sforzi e le energie di bravissimi dirigenti locali, spesso sottovalutati e frustrati. Mancano le risorse finanziarie, mancano le energie. Dall’alto sono strumentalmente utilizzati come dei veri e propri strumenti organizzativi del consenso già politicamente orientato. Dovrebbero invece avere le risorse e gli strumenti per organizzarsi e per rafforzare il partito con nuovi consensi sul territorio. Più forte il circolo più forte il partito. 

Esigenza di un progetto. Necessario partire da un progetto per l’Italia futura. Necessario partire dall’esigenza di individuare le risorse finanziarie per un progetto di grande respiro e di orizzonte prospettico futuro. Indicare da dove prendere i soldi, anche attraverso patti generazionali, precisando per fare che cosa, tenendo conto della situazione finanziaria del nostro Paese e degli obblighi di rientro previsti dai parametri comunitari nei prossimi anni. Gli anni a venire non saranno una lunga passeggiata nel benessere. Occorrerà stringere la cinghia ormai già particolarmente stretta.  Ragione per cui si rende necessario un grande coraggio senza il terrore della sconfitta. Progettare per investire nel futuro. Alcuni punti mi sembrano essenziali, e tra questi:

  • evitare balbettamenti sull’efficienza e l’efficacia del “regionalismo”, introducendo standard, parametri di riferimento nazionale (es. standard di sicurezza nei trasporti pubblici locali; standard di sicurezza negli ambienti di lavoro; n. impiegati regionali in rapporto alla popolazione) nonchè meccanismi sanzionatori anche per le regioni meno virtuose
  • formulare una proposta di riforma fiscale accompagnata da un contestuale rafforzamento della macchina amministrativa fiscale
  • indicare le priorità di sviluppo dei territori (es. turismo, ricerca, agricoltura di qualità, infrastrutture ambientalmente sostenibili), ipotizzando un processo monitorato di obiettivi e risorse finanziarie, con sanzioni verso le amministrazioni meno efficienti
  • valutare approfonditamente l’impatto del federalismo fiscale, ipotizzando una concreta mappatura territoriali  piano di stabilità che potrebbe rivelarsi un rimedio peggiore del male
  • affrontare il tema degli stipendi dei parlamentari e dei loro regimi previdenziali “scandalosi”
  • superare la balbuzie e rilanciare chiaramente il posto fisso “regolamentato” non disaccoppiato dalla garanzia anche per il datore di lavoro, in contrapposizione agli strumenti (arbitrati) previsti dalla nuova normativa sui licenziamenti
  • affrontare il tema caldo della pubblica amministrazione ormai ridotta dai governi, via via succedutisi, ad una succursale di amici, parenti e consulenti (mentre ipocritamente si propaganda la meritocrazia).
 

Partito e società. Il partito non riesce ad interpretare i problemi della società. I big del partito spesso si affacciano sul territorio nei momenti delle elezioni, mentre partecipano e dedicano molto tempo ai talk show e alle vetrine televisive del bla bla. Tali vetrine sono l’anticamera dell’antipolitica che fa entrare i cittadini nel vorticoso circuito audience-pubblicità-compensi dei conduttori-disinformazione di parte-servilismo filogovernativo. Sarebbe auspicabile sottrarre tempo ai talk show in favore dei lavori parlamentari e di più frequenti apparizioni nei luoghi della gente (es. supermercati, scuole, mercati rionali, manifestazioni). 

Partito e giovani. Il partito  non riesce a parlare ai giovani. Ne sono ampia testimonianza l’età media dei partecipanti alle manifestazioni ed ai comizi (superiore ai 50 anni).  Il partito invecchia e diventa impenetrabile al rinnovamento generazionale della classe dirigente. In molte aree si assiste ormai a consolidati sultanati e califfati, cordate impenetrabili alle forze fresche e giovani della c.d. “società civile”. Indispensabile un progressivo coinvolgimento e una costante responsabilizzazione delle forze giovanili. 

Auspico che nell’immediato futuro si possa discutere anche di queste cose. Sostengo che le voci dei circoli devono trovare spazio di democrazia in un partito che aspira a diventare il partito dei nostri figli e delle altre generazioni.

A presto, 

Francesco


contributo di Rosanna P.
Ho visto altre sconfitte elettorali
Ho visto altre sconfitte elettorali quindi ho fatto il callo alla sofferenza: su quest’ultima “battuta d’arresto”, alle regionali, dolorosa e di segno preoccupante, occorre riflettere seriamente e soprattutto riprendere in forze un agire politico, anzi “prenderlo” con immediatezza e con decisione senza fare sconti nemmeno a se stessi. Occorre un’idea di partito (che non è chiara) ed un progetto politico saldo (che non è ancora apparso) Dunque brucianti soprattutto le perdite del Lazio e del Piemonte. Sulle altre Regioni perdute la mortificazione è grande ed anche le responsabilità. Non mi sembra che vi sia una  causa unica : non le candidature unicamente anche se, in parte, almeno nel Lazio, queste hanno pesato in qualche modo. Posso segnalare esempi di voto disgiunto nella provincia di Roma ed in quelle del Lazio.


Qualche osservazione: c’è stato assenteismo elettorale che non è una causa ma l’effetto della progressiva disaffezione alla politica di uno strato sempre più ampio di cittadini, stando ai numeri degli assenti alle ultime elezioni regionali.
Certamente cala la destra per l’assenteismo, ma noi caliamo di più, il nostro elettorato, di tutte le fasce presenti nella società, ha sempre espresso richieste forti e giuste che in passato riuscivamo, come sinistra storica, a comprendere ed interpretare. Queste richieste sono state ignorate o espresse troppo genericamente dai nostri. Non siamo stati affidabili in un momento come questo. Non sono stati accettati atteggiamenti e metodi ritenuti (non a torto) molto vicini a quelli dei berluscones La miopia politica, la mancanza di rappresentatività sono le cause dirette delle sconfitte o delle situazioni di stallo (quando va bene) che ormai si ripetono ad ogni competizione elettorale.


Al presente manca un progetto sociale, un’idea possibile di società alternativa a quella che la destra del Partito dell’Amore continua ad imporre riuscendo a farsi seguire anche da noi su tutti i terreni possibili. E la Lega fa il resto.

C’è crisi, una crisi profonda, gli italiani hanno diminuito perfino il consumo degli alimentari, il lavoro è ridotto a situazioni di macro-caporalato. La disoccupazione è a livelli di un passato che pensavamo dimenticato per sempre. La nostra risposta è stata debole e generica o addirittura mancante del tutto. Abbiamo smesso da tempo di stare fra la gente che pure continua a seguirci durante la kermesse elettorale, nelle cene di finanziamento alle campagne dei candidati o nei pochissimi “comizi”. Sulle pagine dei giornali siamo presenti soltanto quando litighiamo o quando siamo coinvolti in scandali. Delle battaglie in Parlamento che pure vengono combattute dai nostri con onore e capacità, nessuno ne parla, non ne siamo informati. C’è un difetto di comunicazione, una chiusura aureferenziale grande quanto una casa.

E soprattutto non siamo mai riusciti ad uscire dal tema di fondo agitato dal Cavaliere: lui, soltanto lui, fortissimamente lui. E noi occupati  sulla sua linea.

Bisogna voltare pagina, con urgenza, a partire dai circoli, occuparci dei problemi sociali e della società, tornare a comprenderla. Stare fra la gente, lavorare. Una classe dirigente motivata che comprenda il significato profondo e “unico” del fare politica e dello stare in un partito. E regole interne con un ritorno all’etica ed alla morale politica.( Che punto dolente!) Il tempo stringe. Qui e ora. PD sei il mio partito.


contributo di Enrico P.
Perchè non vinciamo
Era da qualche giorno che il pensiero mi tormentava, stretto tra la bellezza di sistemare le foto del viaggio a New York e la necessità di capire, di svegliarsi dal trauma del Lazio, principalmente.

Non scriverò una nota politica, non ne sono capace.
Scriverò una nota che parla di emozioni, di piccole e minute cose, di gesti quotidiani.

E' stato un flash suggeritomi da Enzo, che mi ha stimolato a buttar fuori il tutto.
Quando Enzo parlava della sua esperienza di municipio e quando ha citato lo studio americano che sostiene che a far vincere le elezioni non sono i programmi ma le parole che emozionano, che coinvolgono.

La capacità di narrare.
La capacità di parlare e di immedesimarsi nei piccoli fatti, aggiungo io.

E' successo martedi pomeriggio, dopo pasquetta.
Era una bella giornata di sole. Sono passato in macchina davanti al parco che non c'è, a via Blaserna.
Era pieno di gente che superata la recinzione sedeva nelle panchine, prendeva il sole, guardava i figli che correvano.
A via Blaserna, nel grigiore di Marconi e del cemento è stato fatto un piccolo giardino, a compensazione dell'edificazione di un albergo.

Prima delle elezioni, il 22 marzo, parlavo con Gianni Paris, il nostro presidente del municipio XV.
E alle mie sollecitazioni - dopo aver scritto più volte - "Gianni dobbiamo uscire all'aperto, dire o non dire quanto manca all'apertura, ufficializzarla, perchè sono mesi che i cittadini ci vanno in barba alle recinzioni", Gianni mi rispondeva "non lo possiamo ancora prendere in carico, non è completo ed i cittadini nemmeno potrebbero entrare".
E forse non aveva torto e da buon amministratore pensava alla conclusione dell'iter e agli adempimenti dovuti. Da buon amministratore, lo concedo.

Ma quel martedi mattina quando (dopo aver preparato una locandina per il circolo mai distribuita in assenza di dati certi, mai distribuita GIUSTAMENTE) sono passato li davanti e quando da mesi - come da foto e video - il giardino l'ho visto crescere, monitorato giornalmente - dicevo quel martedi mattina ho capito quanto possano essere distanti le nostre parole, le nostre fisime, le nostre beghe politiche, i piccoli stucchevoli litigi tra compagni, quanto tutto questo possa essere lontano dai piccoli e reali gesti quotidiani che le persone come me praticano e cercano.
Quei gesti quotidiani che spesso si scontrano con la politica, che non la capiscono, che non la vedono capace di risolvere "IL PROBLEMA".

Oggi nessuno - tra il popolo - sa perchè quel giardino è li ancora recintato, ma nei fatti praticato, vissuto.
Non vinciamo perchè non riusciamo a narrare, ad emozionare.
Non vinciamo e caliamo perchè il voto di opinione ci penalizza a favore di chi "parla forte", non vinciamo perchè non riusciamo a far vedere/percepire/capire la concretezza di atti che possano cambiare - anche in piccolo - la vita di noi cittadini.

"E anche se vi credete assolti siete lo stesso coinvolti" (vale anche per me)

ps per favore è uno sfogo e non un attacco a tizio o caio a destra o a manca



contributo di Rosario P.

Carissimi compagni ed amici del circolo

i risultati delle elezioni Regionali nel Lazio sono stati per me uno dei peggiori eventi a cui mi è capitato di assistere nei miei 40 anni di partecipazione attiva alla vita politica. Ma non certo perché abbiamo perso le elezioni, questa circostanza a mia memoria si è verificata molto spesso, anzi nella maggior parte dei casi, direi. Non mi turbano neanche  le percentuali della sconfitta, che in questo caso è stata addirittura sul filo di lana, onorevole e dignitosa. Mi turba moltissimo invece l’immagine che il PD sta offrendo agli elettori nel caso delle liste provinciali di Roma e su cui vi invito a riflettere. 11 consiglieri eletti, tutti uomini, 10 ex consiglieri regionali di lungo corso e un consigliere comunale che vuole bruciare le tappe. Io non posso che vergognarmi di questo risultato. Fanno ridere tutte le svenevoli elucubrazioni sulle quote rosa, nel minuetto delle interviste di prammatica che contraddistinguono il nostro partito, perché quando  c’è migragna e non c’è trippa per gatti, come si dice a Roma, si ristabiliscono i reali rapporti di forza tra i sessi. Neanche negli Emirati Arabi siamo ormai a questi livelli vergognosi. Questo risultato è un esempio da manuale di come la casta degli eletti si attrezza efficacemente per salvaguardarsi e riprodursi, al riparo da incursioni dall’esterno. La decisione che prevede l’automatica ricandidatura degli attuali consiglieri senza alcuna valutazione nel merito della loro attività precedente è degna di una variopinta repubblica delle banane, nel cui modello ormai tutti, e non solo Berlusconi, si rispecchiano. Ed è anche il padre dei risultati attuali.

E’ difficile in questo contesto attaccare il qualunquismo di Grillo, anche se io personalmente lo detesto. Lui dovrebbe battersi per fare eleggere questo personale politico? E’ ingeneroso chiedergli questo !!!!! Come forse io sono ingeneroso nei confronti degli eletti di cui riporto una scheda sintetica, elencati in ordine decrescente delle preferenze ricevute, e che è frutto di una mia breve ricerca in Internet. A volte sono persone di tutto rispetto, a volte no, ma sono tutti accomunati dalla tenace voglia di restare aggrappati alla comoda sedia imbottita su cui hanno avuto la ventura  di poggiare il deretano ….

Buona lettura

Rosario

ASTORRE BRUNO

Ex militante delle formazioni giovanili della DC, ex consigliere comunale, provinciale e regionale, un gagliardo pluriassessore. Ha accettato, e a sua detta solo per spirito di servizio come si legge nel suo blog, l’incarico di Presidente del Consiglio Regionale del Lazio dopo lo scandalo Marrazzo. Per dimostrare di essere all’altezza del compito ha immediatamente espresso la sua solidarietà a nome del Consiglio Regionale, e di conseguenza anche a nome mio come iscritto PD ed elettore, al Presidente del Consiglio Berlusconi e al Ministro dell’Interno Maroni per una lettera di minacce ricevuta, poi ha espresso la solidarietà al Papa per le rivelazioni del N.Y. Times sullo scandalo della pedofilia, e naturalmente non ha lesinato la sua solidarietà anche al cardinale Bagnasco per una lettere di insulti da lui ricevuta, e di cui oggi si sono perse le tracce, glissando sull’entrata a gamba tesa che la Chiesa aveva fatto nella campagna elettorale nel Lazio. Troppa grazia …  decisamente …, spero proprio che nei prossimi 5 anni si dimentichi di me e del mio partito, e sproloqui solo a nome suo personale. E’ il più votato dei candidati PD nella provincia romana, e ha anche superato, tra effluvi di incenso e litanie gregoriane, il capolista PD.

MONTINO ESTERINO

Un capolista DOC e un vero politico di lungo corso, anche se nella sua biografia ufficiale viene definito semplicemente come libero professionista. E’ entrato la prima volta nella regione Lazio come consigliere 35 anni fa, nel 1975, e ricordo di avere fatto per lui la campagna elettorale da iscritto PCI. Io avevo appena cominciato a lavorare, proprio in quegli anni, e di recente sono stato mandato obbligatoriamente in pensione. Lu,i con il completamento della nuovo mandato, supererà i 40 anni di contributi previdenziali e la massima età lavorativa dei comuni mortali. Un esempio di vero attaccamento al lavoro. Alla regione c’è rimasto per 10 anni, fino al 1985. Poi è stato ripetutamente consigliere comunale a Roma, senatore per due legislature, ultimamente assessore all’Urbanistica della regione Lazio, e infine governatore della Regione Lazio dopo le dimissioni di Marrazzo.

 PONZO UMBERTO DETTO CARLO

Già Consigliere Regionale del Lazio, presidente della commissione bilancio, ex sindaco di Rocca di Papa, è una presenza abbastanza discreta nel web, poche interviste ed anche minimaliste, che però gli hanno fatto conquistare il III  posto nella lista dei più votati di Roma. Per la serie meno si parla e meglio è ….

DI STEFANO MARCO

Consigliere circoscrizionale, ed in seguito Consigliere comunale , sempre nelle file CCD, poi divenuto UDC. Consigliere regionale del Lazio attualmente in quota PD. Folgorato nella via di Damasco ….

MANCINI CLAUDIO

Ex presidente della XVI circoscrizione fin dal 1992, e poi ripetutamente membro della giunta dello stesso municipio, è stato eletto alla Regione Lazio nel 2005, dove era presidente della commissione bilancio.

MEI MARIO

L’unico che non è un consigliere regionale rieletto, ed è quindi decisamente anomalo, quasi un parvenue della politica laziale. In compenso è consigliere comunale dal 2006, incarico che lascerà con rammarico, ma con calma, solo dopo l’approvazione del bilancio comunale. “La legge non mi obbliga a dimettermi,” chiosa,” ma abbiamo uno statuto interno del partito contrario ai doppi incarichi.” Certo se fosse solo per me …… ( questa, onestamente, è una mia chiosa ….). Numerosi gli incarichi politici, prima nella Margherita e poi nel PD. Non mancano lucrose presidenze di Consigli di Amministrazione di aziende municipalizzate.

FOSCHI ENZO

Nonostante la giovane età presenta un curriculum di tutto rispetto. Prima consigliere circoscrizionale, e poi consigliere comunale a Roma per ben 12 anni. Nel 2005 diventa consigliere regionale. Attualmente rieletto alla regione, si attrezza per meriti anagrafici a battere tutti i records di Montino. Grandissimo il suo attivismo in campagna elettorale, come d’altra parte compete al vicepresidente della Commissione Sport della Regione Lazio. Tutte le mattine il suo sorriso ha accompagnato l’inizio della mia  giornata, ammiccando dai cartelloni di propaganda elettorale sparsi in tutto il quartiere. E’ riuscito a sorprendermi anche il venerdì mattina precedente alle elezioni con un bel santino nel supplemento di Repubblica. Ovvero …. ci sono e batto un altro colpo … Ammirato da cotanta efficienza non vedo l’ora di leggere il resoconto delle sue spese per la campagna elettorale.

LUCHERINI CARLO

Consigliere Regionale del PD, assessore e sindaco di Monterotondo per 20 anni, con qualche guaio alle spalle con la giustizia. Eletto due volte consigliere provinciale e due volte consigliere regionale. Non c’è due senza tre ….. Rieletto nuovamente alla regione ..… Bisognerà aspettare altri 5 anni, e poi chissà che cosa l‘attende ….

DALIA FRANCESCO DETTO FRANCO

Già  assessore alla mobilità della Regione Lazio, già consigliere comunale, già Popolare e poi Margherita e ora PD, presidente della commissione sanità della regione Lazio, su di lui pesano i commenti di colleghi di maggioranza del PD che testualmente dicono “Giudichiamo molto gravi le parole del consigliere Dalia sulla pillola abortiva. Una posizione che, di fatto, lo pone fuori dalla maggioranza”. Meno male che a difenderlo ci pensa Stefano De Lillo (Fi), che ne loda “Il coraggio e l'onestà intellettuale”. Ma non è la prima volta che l’assessore riceve il plauso della stampa di destra. A proposito dell’omicidio della Reggiani dichiarava seraficamente : “Quello che è accaduto a Tor Di Quinto poteva capitare in qualsiasi altra parte della città». E riceve il plauso del Giornale che scrive: “Non è l’opposizione a mettere in luce quello che molti romani sanno: la capitale non è sicura. La dichiarazione è dell’assessore regionale ai Trasporti, Francesco Dalia, intervenuto ieri alla prima conferenza stampa del Pd a Roma, incentrata sul tema della sicurezza”. Per la serie “dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Iddio.”

DI CARLO MARIO

Grande elettore di Rutelli e già segretario regionale della Margherita. E’ stato presidente di quasi tutte le aziende municipali romane che contano. Assessore al Comune di Roma fino al 2005, è stato eletto alla regione Lazio rivestendo anche la qualifica di assessore alle Politiche della casa. Famoso il suo fuori onda a Report, che è diventato un vero cult, dove il neo eletto  ha fatto una figuraccia terribile, e si è mostrato più attrezzato nel turpiloquio che nella difesa dei cittadini dalle lobbies dei rifiuti. Dopo questo, chiamiamolo così …. , incidente …. è stato costretto obtorto collo a rimettere la delega sui rifiuti nelle mani di Marrazzo, autoassolvendosi però dalle pesanti accuse che gli erano state rivolte. La responsabilità di tutto andava attribuito ai suoi comportamenti un po’ ingenui. In qualsiasi altro posto del mondo lui sarebbe sparito dalla circolazione per farsi dimenticare, ma non a Roma, dove nonostante la sua ingenuità è stato ricandidato nelle liste PD, on forza del principio che, a prescindere dai comportamenti tenuti, tutti gli ex-consiglieri vanno rimessi in lista. Anche loro tengono famiglia direbbe qualcuno … E Di Carlo ovviamente viene rieletto consigliere regionale, smentendo coloro i quali sostengono che solo i furbi come Berlusconi riescono ad andare avanti alla grande. Di Carlo è invece la testimonianza vivente del detto evangelico che “il regno dei cieli sarà dei poveri di spirito”, e degli ingenui, completo io …..

 D’ANNIBALE TONINO

Consigliere della regione Lazio nel 2000-2005, non eletto nel mandato successivo, ma è tuttavia subentrato a Silvia Costa nella regione Lazio dopo le elezioni europee. E’ anche lui famoso per un suo intervento a Report nella sua qualità di amministratore delegato di Lazio Service, società di servizi molto chiacchierata. Meglio glissare sul livello dell’intervista, in cui si insinuava che quella carica gli era stata assegnata per riciclare un politico trombato alle elezioni .….


contributo di Ombretta
Vorrei sapere se nel PD si comincia a parlare di Legge sul conflitto di interessi in caso di vittoria nel 2013: forse sarebbe un segnale per gli astensionisti.

contributo di Aldo
D.
Condivido in toto cio' che ha detto Debora Seracchiani. Nel Lazio,pur con il massimo rispetto e considerazione per la Bonino,ci chiediamo ancora il perche' e il come il partito non sia riuscito ad individuare una "straccio" di candidato per la presidenza della regione. La classe dirigente di questo territorio e' all'altezza dei tempi? Sa interpretare le istanze che pongono i cittadini?Questa e' solo una cosa ma se non ci hanno votato perche'? C'e' un programma e se c'e'e'comprensibile? Forse e' ora che qualcuno(parlo del Lazio) si faccia un esame di coscienza e vada a casa.A livello nazionale sarebbe bene che,dopo una seria discussione,emerga una linea che sia rispettata e supportata da tutti.Mi seccherebbero le "precisazioni"e/o i "consigli",del giorno dopo, di D'Alema!!






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inserito il giorno 16 marzo 2010

16 marzo 1978, il rapimento di Aldo Moro

editoriale l'Unità 17 marzo 1978

(l'Unità del 17 marzo 1978)

Se i criminali che hanno ideato e attuato il tragico agguato di Roma calcolavano di calcolavano di impaurire e dividere gli italiani, di creare uno stato di smarrimento e di confusione, così da scavare un solco tra le masse e le istituzioni democratiche, ebbene si sono sbagliati.
Ciò che è accaduto ieri, subito dopo il rapimento di Aldo Moro e l'efferato massacro della sua scorta, è qualcosa che emoziona. L'Italia è davvero un paese straordinario.
Nello stesso momento in cui i segretari dei partiti democratici si dirigevano verso Palazzo Chigi dove erano convenuti anche Lama, Macario e Benvenuto, le vie e le piazze delle città italiane si riempivano quasi spontaneamente di cortei operai, gli studenti lasciavano le aule per riunirsi in assemblee di condanna del terrorismo, gli uffici si vuotavano.
La realtà è questa: paese reale e paese legale si scaldavano in un vero e proprio sussulto di difesa dello Stato democratico. Non sono parole.
La cronaca di quelle ore parla da sola. Così, mentre in centinaia di imponenti manifestazioni le masse popolari, strette intorno ai dirigenti sindacali e agli esponenti dei partiti costituzionali, esprimevano il loro sdegno e la volontà di difendere la convivenza civile, le Camere decidevano di portare avanti, in tempi accelerati, il dibattito sulla fiducia. Nella notte, il governo, forte di una maggioranza nuova, che comprende anche il PCI, era già posta nella pienezza dei suoi poteri, e quindi in grado di fronteggiare l'emergenza.
L'immagine che l'Italia, la classe operaia, le grandi masse lavoratrici, i giovani, gli studenti, e tutto il popolo hanno sofferto nella giornata di ieri, è - lo diciamo senza retorica - una immagine che trova riscontri soltanto in altre ore gravi della nostra storia recente, quelle nelle quali la coscienza popolare ha saputo reagire alle sfide reazionarie spontaneamente, d'istinto, prima ancora che le giungesse l'appello dei sindacati e dei partiti. C'era qualcosa che ricordava il 14 luglio del 1948, l'attentato a Togliatti. Da Torino a Bologna, da Firenze a Roma, da Napoli a Palermo si accavallavano al giornale le telefonate. La radio ha appena finto di trasmettere la notizia della imboscata mortale alla scorta e del rapimento dell'on. Moro, e già i primi cortei operai si formano, escono dai grandi stabilimenti, dilagano nelle strade e nelle piazze.
Si svuotano le fabbriche FIAT, quelle dove in passato era stata colta con allarme - e anche ingrandita da una certa letteratura del catastrofismo - qualche zona di insensibilità e disorientamento.
Non vi è città, piccola o grande, dove i primi a muoversi non siano i lavoratori delle fabbriche. Vanno in migliaia a manifestare il loro sdegno per il massacro di Roma, e la loro solidarietà con il partito della DC, colpito nella persona del suo massimo dirigente: Aldo Moro. Un partito e un uomo dai quali, forse, la maggioranza dei manifestanti si era sentita divisa in tante aspre battaglie.
Ma proprio questo dà il segno dello scatto che si è determinato nella coscienza politica di massa: non si è trattato solo di umana solidarietà ma della comprensione piena che chiunque, indipendentemente dalla sua collocazione politica e sociale, viene fatto bersaglio del terrorismo, in lui si colpisce la condizione prima di qualsiasi rinnovamento, cioè la democrazia. E questo tanto più per uno statista come l'on. Moro, uno degli uomini più prestigiosi e rappresentativi della Repubblica.
La gente ha ben capito perché si è voluto colpire quest'uomo, e colpirlo nel giorno stesso in cui si formava in Parlamento una maggioranza nuova, decisa ad affrontare l'emergenza. E' tutta la società italiana che ha saputo esprimere ieri qualcosa di così forte e positivo da sorprendere. Pensiamo al sentimento che ha spinto tanti giovani a riunirsi, a discutere, in assemblee tese ma finalmente democratiche, anche in scuole dove vigeva fino a ieri la prevaricazione delle minoranze estremiste.
Come sarebbe possibile sottovalutare l'importanza delle assemblee, affollate e combattive, che si sono svolte in molte facoltà dell'università di Roma, dove le posizioni degli estremisti - del resto divisi tra loro - sono state isolate e battute? Un segno nuovo è venuto anche da queste regioni tormentate della nostra geografia sociale, dove si combatte da tempo una battaglia logorante contro il nullismo, la violenza, il sovversivismo piccolo-borghese, e, insieme contro lo stolido conservatorismo.
Anche lì il legame con la democrazia è più profondo di quanto non si pensi, e regge il terreno su cui far crescere una nuova ricomposizione unitaria che, finalmente, ridia peso politico alle nuove generazioni. La giornata di ieri ha detto dunque molte cose, sulle quali bisognerà che riflettiamo tutti. Un sussulto democratico ha scosso il paese.
E nel Parlamento si è costituita una nuova maggioranza che, per la prima volta dopo 30 anni, vede la partecipazione del partito comunista. L'emergenza c'è. Ma ci sono anche le forze e gli strumenti politici per dominarla. Partiti e popolo hanno parlato lo stesso linguaggio. Hanno espresso la loro determinazione a continuare, a fare il proprio dovere, senza lasciarsi intimidire, senza avere paura, opponendo al partito del terrore il fronte compatto di chi vuole vivere nella democrazia e nella tolleranza. Ecco perché, ci sentiamo di poter dire, senza retorica, che i nemici della democrazia non passeranno, non possono passare.
A differenza di quanto accade altrove, da noi l'azione criminale di ieri non ha vuotato le piazze, non ha spinto la gente a chiudersi in casa. In Italia, la democrazia è, nonostante tutto, forte, viva, di massa.
Saprà resistere e vincere.


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inserito il giorno 5 marzo 2010

Signor Presidente non firmi il Decreto salva-liste



https://servizi.quirinale.it/webmail

Signor Presidente l'esercizio della democrazia, la sua costante attuazione è frutto di sacrifici, di regole, di rispetto condiviso.
Di fronte all'arroganza del Governo che gioca con le regole, le plasma a suo volere di parte, Le chiediamo di non firmare questo Decreto che lede i fondamentali principi Costituzionali.
Con rispetto
Carla Boto, coordinatore circolo PD Marconi (Roma XV)




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inserito il giorno 2 marzo 2010

Nessuno ci crede (Concita De Gregorio)

riprendiamo questo articolo del direttore de l'Unità

Nessuno ci crede

L'Unità 01/03/2010 22:25

In un paese in cui i parlamentari «italiani nel mondo» vengono eletti con pacchi di voti precompilati dalle mafie, organizzazioni para-criminali complesse curano nel dettaglio campagna elettorale e kermesse di copertura del prestanome di turno, ambasciatori in persona si incaricano di superare lo sciocco cavillo della residenza all'estero - la legge è sempre un inconveniente superabile - non ci crede nessuno, ma proprio nessuno che il Pdl, professionista nel ramo, abbia affidato ad un Poldo obnubilato dal panino il compito di depositare le firme per la presentazione delle liste.

Uno che ha la responsabilità di far esistere il Pdl alle regionali e quando mancano cinque minuti allo scadere del tempo utile esce dall'ufficio perché ha fame e sente in quel preciso istante il bisogno di uno sfilatino o è cretino o è attuatore finale di un piano criminale.


Esaminiamo le ipotesi. È cretino.

Perché il Pdl dovrebbe affidare a un cretino per giunta recidivo - è la seconda volta che lo fa - un compito così delicato? Mancanza di personale? Risparmio sul costo di un pony express? Malaugurato caso di omonimia, esistono due Alfredo Milioni, quello sveltissimo e capace non era in agenda e hanno cercato sulle Pagine Bianche?

Vediamo ora l'ipotesi due. Piano criminale.

Di natura politica, ovviamente. Resa dei conti interna alla coalizione.

Ci si serve di un cretino apparente per attuare un progetto intelligente (l'intelligenza si misura dall'efficacia del risultato, dunque bisognerà osservare a chi giova per trovare il mandante eventuale, ovvio). Obiettivi possibili: dare il colpo di grazia alla candidata di Fini, favorire Storace, offrire il destro ad Alemanno (tanto la moglie è nel listino) e intanto azzopparlo, darsi l'ultima stilettata fra An e Forza Italia come spiega il Congiurato qui accanto. Non ci si stupirebbe: avranno fatto i loro calcoli, avranno pensato bene al prezzo e al tornaconto. Anche Formigoni ha i suoi problemi in Lombardia, 514 firme non valide. Cose che succedono quando si cerca di farsi le scarpe a vicenda nell'ultimo metro di corsa. Quello che proprio non si può sopportare, e sì che sopportiamo parecchio, è la cagnara del giorno dopo: quella in cui gli artefici del pasticcio, cretini o criminali che siano, fanno la parte delle vittime. Non vogliono lasciarci votare, urlano in piazza, intervenga il presidente della Repubblica. Vogliono impedirvi di votare, dicono i manifesti in tutta Roma. Vogliono chi? Guardate che siete stati voi. Esiste una regola: ci sono un luogo e un termine entro il quale presentare le candidature. Lo sanno tutti, difatti ci si controlla a vicenda. Se uno va a mangiare un panino e non presenta le carte entro l'ora stabilita deve intervenire il presidente della Repubblica? Per dire cosa: buon appetito? Se non si rispetta la legge si pagano le conseguenze. Sarebbe il principio di responsabilità. Impopolarissimo e ormai desueto, mi rendo conto, ma per ora superstite. Se poi lo scopo era invece esattamente quello raggiunto, allora alzare il polverone sul caso Polverini è la tecnica abituale: urlano quando non hanno argomenti, accusano perché sono colpevoli.

È una menzogna e una truffa.

Anche il Tg1 che dice «Berlusconi assolto» è una menzogna e una truffa.

Cerchiamo di non abituarci. Una menzogna. Una truffa.

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ottobre