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inserito il giorno 28 novembre 2010

ATAC: Assumiamo Tanti Amici e Cubiste

Qualche tempo fa scrivemmo denunciando la demagogia della Giunta Alemanno sui giochini del tram 8 spostato di 350 metri
mentre non veniva affrontata seriamente la richiesta dei cittadini di Marconi di dotare il quartiere del prolungamento della stessa linea 8 da Trastevere, facendola passare per viale Marconi.

Oggi penso a quei cittadini che fruiscono del servizio pubblico ATAC e che cercano, combattono, temono per il proprio posto di lavoro.

E sgomenta vedo questa dirigenza dell'ATAC, complice il Comune di Roma, far affondare un'azienda sotto i colpi del pressapochismo, del nepotismo e delle assunzioni facili.

Nel frattempo al TG3 le voci degli autisti ATAC, giustamente inviperiti, denunciano lo sfascio in cui versa l'azienda.

Verrebbe voglia di inviare gli 854 favoriti - assunti per corsia preferenziale - ad un duro lavoro manuale di pulizia nelle e delle autorimesse. Ma farei demagogia.

Solo un desiderio ho. Che questa inetta classe politica che sta affondando Roma sia presto mandata a casa.

Nel frattempo ben vengano commissioni di inchiesta ed approfondimento come quella chiesta dal consigliere comunale Massimiliano Valeriani.



inserito il giorno 16 settembre 2010

Vergognosa Marsilio

Masini (Pd), gravi dichiarazioni Marsilio su figli stranieri nati in Italia

Roma, 16 set. -?(Adnkronos) - "La Marsilio si dimostra piu' indietro degli antichi romani, che gia' avevano capito che la cittadinanza non dipende dalla provenienza ma dall'appartenenza civica. Chiedo che il sindaco venga immediatamente in Aula a riferire quali siano le linee pedagogiche dell'amministrazione in particolare sui temi dell'integrazione. Dopo due anni di continuo 'sbullonamento' della comunita' romana, di annientamento dei progetti di integrazione ecco la la ciliegina finale dove traspare il vero pensiero di questi signori". Lo dichiara il consigliere del Pd del Comune di Roma Paolo Masini dopo le dichiarazioni dell'assessore capitolino Laura Marsilio che ha sostenuto l'eventualita' di considerare stranieri i bambini nati in Italia da genitori immigrati.

"Il Partito Democratico - aggiunge Masini - non e' piu' disponibile ad accettare provocazioni sociali e culturali da questa amministrazione irresponsabile che fa integrazione solo a slogan ma che nei fatti discrimina il diverso sin dai primi anni di vita, anche nei confronti di chi parla bene italiano, di chi si sente italiano perche' si riconosce e ama la storia, la cultura e la vita del nostro Paese, persone che non aspettano le linee guida della Marsilio per tifare Italia ai mondiali o per decidere di appendere nella propria stanza il poster di Totti o di Rocchi".

"Bambini uguali ai loro compagni di scuola anche nel romanesco con una sola differenza: il colore della pelle. Vorrei - conclude Paolo Masini - ricordare le parole del prossimo cittadino onorario di Roma, Giorgio Napolitano, che recentemente ha affermato che "devono cadere i pregiudizi perche' occorre un clima di apertura e apprezzamento verso gli stranieri che si fanno italiani, lavoratori, studenti, ricercatori, imprenditori, sportivi, manager".


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inserito il giorno 2 luglio 2010

analisi critica comparata della proposta di legge Polverini Tarzia

ECCO IL MANIFESTO POLVERINI-TARZIA


 

IL PRIMO INTERVENTO LEGISLATIVO DELLA AMMINISTRAZIONE di CENTRODESTRA NELLA REGIONE  LAZIO

RENDE LE DONNE NULLE ALL’INTERNO della FAMIGLIA  SOLO FATTRICI E STRUMENTI dei VALORI ETICI CHE RETROCEDONO LA  STRUTTURA SOCIALE AL VENTENNIO.

 

 

 Questo è il mio contributo a rivelare il pericolo che sottende alla presentazione della proposta di legge regionale n. 21  del 26 maggio 2010 , “Riforma e riqualificazione dei consultori familiari” prima  firmataria Olimpia Tarzia del  Movimento per la vita, vice presidente dell'associazione consultori familiari di ispirazione cristiana.

 

Rendo noto lo studio dopo averlo messo a disposizione del mio partito nelle sedi consone alla discussione e alle decisioni.

La prima sede è stata l’assemblea delle donne convocata al PD regionale con il segretario Mazzoli ed alcuni consiglieri regionali il 22 giugno 2010.

 

HO EFFETTUATO UNA  LETTURA COMPARATA DEI TESTI DI LEGGE IN MATERIA DI CONSULTORI E DI SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA  E HO SINTETIZZATO I PUNTI DI MAGGIOR RILIEVO DAL PUNTO DI VISTA GIURIDICO E FILOSOFICO.


qui trovate il documento

https://sites.google.com/site/pdmarconi/partito/100630-critica-legge-consultori-Tarzia.pdf

inserito il giorno 30 maggio 2010

Il bliancio del Comune di Roma

La verità contro le mistificazioni.
Il bilancio del Comune di Roma nel 2010, una denuncia delle inadempienze del Comune. A cura del PD di Roma e del PD Nazionale.
Un grazie al consigliere Athos De Luca che ce lo ha inviato il 28 maggio.

https://sites.google.com/site/pdmarconi/partito/IlbilanciodelComunediRoma.pdf


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inserito il giorno 3 febbraio 2010

Miccoli a Roma

"Il Coordinamento politico unitario del PD di Roma, convocato presso via del Tritone, in coerenza con il dibattito emerso nella direzione federale e con il dispositivo votato, ha stabilito all’unanimità di affidare a Marco Miccoli l’incarico di coordinatore della campagna elettorale del Pd di Roma. Roma 1 febbraio 2010"

Oggi 3 febbraio si è tenuta la prima riunione della Direzione Romana allargata, ufficialmente, ai coordinatori di circolo.
La relazione di Miccoli è musica per le nostre orecchie in quanto valorizza il dialogo tra Circoli e Direzione, la proposta e la collaborazione reciproche.
Miccoli ha fissato una serie di iniziative per rivitalizzare il partito romano come protagonista, a partire dalla campagna elettorale per le regionali.
Da Roma e dalla sua specificità parte la possibile vittoria di Emma Bonino nel Lazio e si gettano le basi per tornare a governare la città.
Stasera è stato anche votato lo "Statuto che regola il finanziamento della Federazione romana" che dovrà essere inserito nello Statuto regionale.

a Marco, al quale ci lega un profondo rapporto di reciproco rispetto e stima, facciamo i migliori auguri.
In bocca al lupo, a tutti noi.
Estendiamo i nostri auguri anche ai molti Democratici, con i quali abbiamo condotto battaglie comuni, e che oggi siedono nel coordinamento romano.
Ci piace citare, come espressione del nostro quadrante,  Pierluigi Regoli (del nostro circolo), Maurizio Veloccia (coordinatore del XV municipio), Stefania Giusti (del circolo Portuense), Estella Marino (del circolo Donna Olimpia).


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inserito il giorno 30 gennaio 2010

Direzione romana

Noi che abbiamo visto all'opera Marco, che ne riconosciamole capacità organizzative, la dedizione e l’impegno, l'apertura verso le mille idee ... siamo contenti di questo incarico di coordinatore della campagna elettorale a Roma che si sta profilando.

Riteniamo però che nella vita si debba osare, che l’immobilismo del PD a Roma di questi anni debba essere rimosso, e che, insieme a migliaia di militanti del PD, Marco possa investire le proprie capacità alla guida del partito di Roma.


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inserito il giorno 8 ottobre 2009

Napolitano: sto dalla parte della Costituzione

La legge è uguale per tutti.
Il Lodo Alfano, costruito su misura per Berlusconi, è stato bocciato dalla Corte Costituzionale.
Noi siamo con il Presidente Napolitano e con la Costituzione Italiana.

inserito il giorno 5 ottobre 2009

Noi non condoniamo

Alle iscritte e agli iscritti al circolo PD Marconi, ai nostri elettori e simpatizzanti

Ai capogruppo parlamentari: Camera, Antonello Soro e Senato, Anna Finocchiaro

Ai candidati a segretario: Pierluigi Bersani, Dario Franceschini, Ignazio Marino

Ai  parlamentari che hanno partecipato alla vita del nostro circolo: Mogherini, Bachelet, Bindi, Damiano, Concia, Coscia, Nerozzi, Ceccanti, Morassut, Losacco, Touadi, Causi

****


Noi non condoniamo

delle assenze in aula al voto sullo “scudo fiscale”;

del senso di responsabilità;

della voce data al popolo del centrosinistra,

del futuro del PD.



 Ho insegnato a mio figlio che gli impegni assunti si onorano, che tutto quello che si comincia, si porta a termine...non si abbandona la stagione agonistica del nuoto, dopo aver effettuato l'iscrizione FIN,
si rispettano turni ed impegni di allenamento, non ci si iscrive alle gare se non si è certi di essere presenti... non si comincia il corso di chitarra classica se non si è convinti di poterlo seguire per tre anni di medie inferiori, una volta che si viene ammessi alla sezione musicale, dopo prova selettiva attitudinale, se non si è convinti di voler impegnarsi in ore di esercizi di solfeggio, in pomeriggi tolti al relax per le lezioni individuali...perché non si arriva trionfanti né al podio né ai concerti senza una lunga fatica preparatoria.

Ho insegnato a mio figlio che occorre assumersi la responsabilità delle proprie scelte e dei propri comportamenti, in coerenza e trasparenza, e delle conseguenze derivanti da quelle giuste e da quelle sbagliate.

Ho potuto farlo, ed ho avuto l'ardire di farlo, perché l'ho sempre “spietatamente” fatto per me; ho adottato questi enunciati come principi guida della mia vita.

In questa guisa, ad esempio, ho a suo tempo rifiutato una candidatura alla carica di coordinatore di municipio (oggi degnamente rivestita da Maurizio Veloccia) perché quando ho assunto l'onere di coordinare il nostro circolo ho dichiarato a tutti che lo avrei portato al congresso.

A volte ho pagato di persona l'aver scartato scorciatoie.

So che sia l'esercizio di alcune opzioni che le conseguenze di azioni ed omissioni, sopratutto quando queste ricadono su terzi, acquisiscono un peso rilevante per i destinatari degli atti e degli effetti, che ne derivino.

Fatte le dovute differenze ritengo che chi si assuma la rappresentanza di un popolo - composto di donne ed uomini che hanno riposto la propria fiducia in noi - che ci ha votato a scatola chiusa (visto il vigente sistema elettorale che non permette l'espressione del voto di preferenza); persone che hanno guardato oltre l'unico mediatico orizzonte offerto con clamore d'immagini e di stampa, scartando il plutocrate demagogo, oggi (ahimè!) al governo dell'Italia, occorre che non venga mai meno agli impegni presi con la propria candidatura e la propria elezione.

I nostri parlamentari eletti, sanno di avere su di loro un peso gravoso, non comune ai parlamentari degli schieramenti avversari, quello di adempiere ai loro compiti con diligenza, costanza, votando o no un provvedimento normativo a seconda della valutazione del gruppo, ma sopratutto di mantenere alta nel nostro popolo la speranza che l'opposizione c'è e può tornare maggioranza.

 Il nostro popolo pretende di essere rassicurato che se si è tutti compatti, presenti in aula, votando tutti, si può arginare il dilagante strapotere del signore-padrone, soprattutto in questo momento di deriva extrademocratica.  I parlamentari del PD hanno il compito di alimentare questa fiammella senza farla spegnere mai.

E' responsabilità tremenda, questa, ma è l'unica via per arginare la demoralizzazione, la sfiducia di un popolo (ed il nostro è più capace di altri nel leggere oltre, è più critico e più esigente) che vede calpestati ogni giorno principi democratici, giustizia, imparzialità, eguaglianza.

E' responsabilità, la responsabilità massima, quella di mantenere calda la brace, vivida di coesione e condivisione, tra chi è dentro e chi è fuori dalle Istituzioni; brace che deve riardere per la rinascita di una nuova cultura nel paese che sappia battere acquiescenza, connivenza, subalternità al “berlusconismo” dell'ultimo quindicennio.

Per questo le donne e gli uomini - che compongono la base, i livelli intermedi del nostro partito e sopratutto il nostro elettorato - e quello possibile, da conquistare nel futuro - hanno protestato con voce alta alle assenze dei nostri parlamentari al momento del voto sul condono fiscale (mi rifiuto di chiamarlo scudo, perché è solo una denominazione edulcorante di una stortura socio-economica, di una perversione giuridica).

In molti ci hanno scritto, hanno scritto al nostro circolo, ciascuno con gli accenti tipici delle proprie caratteristiche personali, per segnalarci: chi rabbia, chi ribellione, chi voglia di sanzioni, chi condanna e distacco dal partito, chi sconforto fino alle lacrime.

Ci ha risposto il nostro parlamentare Marco Causi, iscritto al nostro circolo ed esperto di politica finanziaria, che ci ha raccontato le maratone notturne, le battaglie sugli emendamenti, la fatica per guadagnare giorni in più e il senso di smarrimento per il lavoro andato in fumo (ci ha autorizzato a pubblicare l’ interlocutoria di Enrico e sua risposta che potete trovare sul nostro blog http://pdmarconi.ilcannocchiale.it/2009/10/03/la_mia_presenza_la_vostra_asse.html (ed anche sul sito di Marco Causi)

Noi tutti sappiamo che molti dei nostri eletti hanno pieno senso della responsabilità, fanno il loro lavoro con la diligenza che si richiede loro, sapendo che ogni notte in aula e ogni giorno a limare parole e virgole, è mantenere il rapporto di fiducia che li lega al proprio popolo.

Cari signori eletti al parlamento tra le fila del PD, nel mio ruolo di coordinatrice di circolo, di un circolo fatto di iscritti veri, uomini e donne che hanno tutti preso la tessera personalmente, che hanno partecipato a tre incontri precongressuali tematici, che hanno preso parte alla discussione sulle mozioni congressuali, con ben 27 interventi, e che hanno partecipato al voto in percentuale che supera l'80%, non posso che farmi interprete del loro sentire, che è il mio sentire, anzi il mio profondo modo di essere nella vita personale e nel partito.

Per questo vi dico a nome di tutto il circolo Marconi che non c'è errore meramente materiale, più o meno intenzionale, non c'è gioco politico di retroguardia o di fine tattica congressuale, che giustifichi la vostra mancanza in aula il giorno del voto sul condono fiscale. Non solo e non tanto per il gravissimo contenuto di merito del dispositivo passato alla Camera, ma sopratutto per l'effetto dirompente prodotto sulla emotività, sulla passione, sull'impegno, sulla fiducia del vostro/nostro popolo! sopratutto in epoca congressuale, a pochi giorni dalle primarie!

Le primarie sono il giorno della raccolta delle messi, per quello che si è seminato, per l'opera fatta dagli eletti nelle Istituzioni e per l'opera fatta diffusamente nel paese, anche dai militanti iscritti e dai volontari - anche non iscritti - che ci hanno affiancato, nelle attività del faccia a faccia quotidiano tra le persone, nei quartieri e nei posti di lavoro.

Le primarie fanno del partito ed del suo popolo una cosa sola. Le primarie sono la partenza per riavviare il nostro progetto.

Un'alta partecipazione alle primarie rappresenta il segno che la nostra visione del paese e del futuro può trovare consensi alle prossime elezione politiche.

Con quale faccia pensate che potremo invitare le donne e gli uomini a votare per il nostro candidato segretario se il certosino lavoro di tessitura di rapporti, di fiducia seminata nell'affrontare i problemi quotidiani delle persone nel nostro quartiere, che non emerge alla ribalta dei media, ma che viene a fatica costruito e tesaurizzato, viene irrimediabilmente dissolto dal vostro comportamento?

 Occorre ricucire il legame della fiducia, presto e saldamente, con determinatezza che non lasci dubbi, e non lasci in pasto il Presidente della Repubblica ai vari “savonarola” dipietristi.

Si impone un segno chiaro in questo senso da parte del Partito Nazionale, dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari, dei tre Candidati alla carica di Segretario.

Intanto rendo noto agli iscritti al circolo Marconi, ai nostri elettori, che oggi alla Convenzione Provinciale di Roma costituita dai delegati espressi nei congressi di circolo, è stato votato un ordine del giorno che chiede sanzioni e provvedimenti disciplinari per i parlamentari ingiustificatamente assenti.

Come sempre il nostro circolo sarà attento a fatti, comportamenti, sostanza concreta e non sarà soddisfatto dalle mere dichiarazioni.

inserito il giorno 3 ottobre 2009

La mia presenza, la vostra "assenza"

Enrico Pasini, del nostro circolo, ha scritto questa email.
Marco Causi, deputato, ha con intelligenza, passione e responsabilità risposto con un suo contributo.


*****

A capogruppo

Camera, Antonello Soro
Senato, Anna Finocchiaro


candidati segretario

Pierluigi Bersani
Dario Franceschini
Ignazio Marino

e per conoscenza

parlamentari che hanno partecipato alla vita del nostro circolo:

Mogherini, Bachelet, Bindi, Damiano, Concia, Coscia, Nerozzi, Ceccanti, Morassut, Losacco, Touadi, Causi


Circolo PD Marconi - Roma

*******

Cari amici e compagni, chi vi scrive è un semplice militante ed iscritto ad un circolo PD (Circolo Marconi di Roma).

L'assenza di una nutrita pattuglia di deputati PD (i parlamentari che ho citato lo sono solo perchè ho avuto modo di incontrarli nel mio circolo, avendo con loro momenti di dibattito e crescita) nelle votazioni alla Camera per la incostituzionalità del DL sullo scudo fiscale e sulle votazioni dei giorni seguenti, credo che richieda ad ognuno di voi una profonda riflessione sulla responsabilità del ruolo di parlamentare, sulla sua dedizione, sulla capacità nel saper rappresentare i propri elettori e sul messaggio che viene recepito da elettori e militanti.

Fermo restando che sono cosciente che il parlamentare è spesso impegnato in attività di rappresentanza del proprio mandato, spesso presso i propri elettori, è opportuno e doveroso che quando alcune battaglie politiche diventano "nodi cruciali", per  quelle battaglie i gruppi parlamentari debbano essere TUTTI presenti.

Ma oggi il sentimento (e la ragione dominante) è rabbia ed incomprensione tra i militanti; tra gli elettori il più semplice, ma non meno efficace "ma ce sò o ce fanno?"

E a raccogliere i malumori e le perplessità di questi elettori ci siamo noi, noi i militanti dei circoli.

Io credo che voi dobbiate sempre tenere a mente che i vostri datori di lavoro siamo noi, noi elettori e militanti e che questo dovrebbe consigliarvi un maggior rispetto nei nostri confronti.

Spero che vengano SANZIONATE (altre parole? o ci saranno fatti concreti) duramente le responsabilità di tale disdoro procurato al partito proprio in questi giorni impegnato nella organizzazione delle primarie.  Primarie alle quali vorremmo che gli elettori partecipassero e non che si ritirassero per incomprensione degli atteggiamenti e conseguente distacco.

Cordialmente e incazzatamente

Enrico Pasini

***

questo il contributo di Marco Causi


Caro Enrico,

non solo mi sento esattamente come te, e come i nostri militanti, ma se possibile anche peggio, se consideri che in qualità di componente della commissione finanze della Camera ho lavorato, insieme a tante e tanti altri deputati/e dell'opposizione, pancia a terra in questi giorni contro lo scudo fiscale: sedute fiume in commissione, maratone notturne su emendamenti e ordini del giorno. Per non parlare della battaglia di merito, dell'elaborazione degli emendamenti e della costruzione delle nostre proposte emendative: se ti va, puoi anche andare a vedere la dichiarazione sulla questione di inammissibilità che ho fatto in aula a nome del gruppo. Insomma, dieci giorni di lavoro massacrante andati in fumo, anzi peggio. Il fatto che più dispiace è che, mentre le assenze di martedì sull'inammissibilità derivavano da una chiara disfunzione organizzativa in relazione al congresso (in aula non c'era nessuno dei big, a partire da franceschini, bersani, meta, ecc.), ieri era stato dato ordine tassativo di essere tutti in aula, con chiamate telefoniche reiterate da parte degli uffici del gruppo...ciò nonostante è successo quel che è successo. Tieni conto però che alcuni dei nostri assenti erano e sono davvero malati, alcuni anche in ospedale. E considera che la maggioranza qualche riserva ce l'aveva ancora, erano appena nove voti sotto rispetto alla soglia di sicurezza, e con tutta probabilità se noi fossimo stati di più, loro non avrebbero avuto problemi a recuperare nove persone. Ma comunque, resta un grande amaro in bocca per l'occasione mancata. Credo che il vero insegnamento, a livello di tattica parlamentare, sia di capire che, nonostante la grande distanza nei numeri, possiamo farcela, se soltanto ce ne convincessimo e ci dessimo regole più ferree. Un caro saluto

 

marco causi





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inserito il giorno 11 luglio 2009

Sui fatti del Torrino

La vicenda dello stupratore seriale del Torrino - che ci colpisce per la efferatezza, la brutalità e per lo sconcerto provato dai democratici del circolo PD Torrino (ed anche da noi)  - induce ad alcune riflessioni attraverso la lente della lotta alla criminalità e della prevenzione.

Conferma inoltre la necessità, più volte da noi affermata, di riflettere su come affinare i criteri di selezione della classe dirigente del PD.

Riflessioni non necessariamente applicabili al caso in oggetto, ma dal quale sicuramente prendono spunto.

Per prima cosa noi auspichiamo che la magistratura possa velocemente fare luce e giustizia; è l'unica autorità titolata ad emettere sentenze.

E' bene chiedersi, interrogarsi su come il Partito selezioni la classe dirigente.
Ci si potrebbe dire che non si è nella testa delle persone, che è impossibile valutare sempre tutto.
Ma per alcune cariche direttive (a partire dai coordinatori/segretari di circolo sino ai parlamentari e altri dirigenti ed eletti per tutti i livelli istituzionali) è opportuno che tutte le misure di valutazione siano messe in atto.

Lo stesso codice etico del PD prevede fattispecie di incompatibilità:
"... in primo luogo nel caso di esistenza di un procedimento penale o di adozione di una misura di prevenzione nei propri confronti ....".
Sembra che la persona arrestata fosse incorsa in altre situazioni del genere.

Forse una più accorta verifica - che non sia solo una autocertificazione - anche utlizzando strumenti ad oggi esistenti potrebbe circoscrivere questa come altre situazioni.

Ma soprattutto il problema è politico e civico, è l'impunità, la violenza, i valori di sopraffazione che vengono ogni giorno propinati e veicolati attraverso le televisioni e attraverso i comportamenti, a prima vista "innocenti", conclamati e sbandierati.

E' lo stupore che ci coglie quando ci si accorge che il "mostro" non è straniero, è nelle famiglie, è/sembra  "uno di noi".
E' la difficoltà di ricostruire una comunità di idee, di impegno e passione comune. E questo spesso unito all'assenza di un serrato confronto, di una continua verifica nel partito non aiuta il maturare di una sana consapevolezza di essere un corpo sociale che ha diritti, doveri e responsabilità, verso la società e verso il partito stesso.
Ed ancora pone l'interrogativo su come assicurare la reciproca conoscenza tra gli iscritti di un circolo (che può contribuire all'esercizio di un "controllo" sociale e di comunità).

Dal punto di vista giudiziario, umano, e di solidarietà del genere è assoluto il mio affetto e vicinanza alle donne vittime di queste violenze.

L'importante di fronte a questi casi è non appellarsi solo al consolatorio "E' una 'malattia!"

Quante sentenze hanno riconosciuto perizie per malattie inesistenti e difficilmente provabili e, quindi, comminato pene attenuate per infermità psichiche a veri criminali, che commettono reati in piena capacità di intendere e volere, che meritano semmai aggravanti per la particolare natura abietta dell'azione, per le particolari modalità di esecuzione e per l'allarme sociale che ne deriva.

Sono pochi i pazzi criminali, dippiù i veri criminali, menti lucide che producono il male assoluto.
Con la logica della malattia si condannano a pene irrisorie questi ultimi e si rimettono in libertà in breve tempo...
E questo si verifica  spesso per i reati sessuali, mettendo donne e minori i grave pericolo.


Per ultimo vorrei dire ai militanti del circolo Torrino di guardare con orgoglio al loro essere comunità che non può essere infangata da questi episodi e di andare avanti con determinazione nella loro battaglia politica.


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